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Le quote rosa

Le gentili donzelle corrono… risultati e cronache "in rosa"; la corsa vista dall'altra metà del cielo.

Riservata esclusivamente alle componenti femminili del gruppo, uno spazio per condividere con tutti le gioie ed i dolori delle corse, ma anche un modo per raccontarsi e conoscersi di più con gli altri componenti del gruppo.



L'Ecomaratona del Ventasso.

Non era assolutamente in programma. Dopo un vergognoso forfait il mese scorso al Neandertrail, causa un ginocchio brontolante e poi per forza maggiore questioni famigliari norvegesi, mi ero rassegnata ad un estate composta da sdraio sul balcone e spritz in centro, accompagnati con qualche senso di colpa, spinti frettolosamente sotto il grande tappeto nel cervello. Avete presente? Sì, proprio 'quel tappeto'... la zona off-limits dove parcheggiamo tutto quello che non vogliamo affrontare. E poi e poi... mi sono comunque trovata a Busana il sabato pomeriggio, al Ventasso ad affettare salame, tagliare pane e fette di ghiotte torta e versare un lascivo Gutturnio in compagnia di Armando ed Elio, in occasione dello stand che avevamo per L'EcoValdarda e The Abbots Way. Ormai sono tre anni che abbiamo il nostro spazio lì a Busana...Ed erano ANCHE tre anni che vedevo loro con il pettorale, mentre io praticavo la somministrazione di alimenti e bevande con il grembiule. Rezdora eccelsa. Brutta storia. Quest'anno, senza farci troppo caso, la mattina prima di partire, ho messo nello zaino lo scibile della corsa con tanto di certificato medico e racchette...e le mie Brooks Cascadia fiammanti (in realtà un po mollicce, maleodoranti e sozze). Non mi sono fatte né domande né risposte...ma a volte senti delle cose. Non so cosa sentivo. Sentivo e basta. Su nel centro maratona, allestiamo lo stand, affetto, verso, e metto a posto insieme ad Elio e Armando. I Lupi d'Appennino...e io un po' Lupo d'Appennino un po' Atletica Manara....Lupo Manara... incomincio a sentirmi piuttosto serena. (dopo il secondo bicchiere di Gutturnio) Il ginocchio brontola. Ma penso che lo fa apposta. Magari sta cantando? Non ascolto. Che vuoi da me!!??? La svolta definitiva viene quando parlo con Beppe Marazzi. Dice che ha un po' di acciacchi. E' arrivato settimo alla Lavaredo Ultra Trail. Mi descrive vari dolorini e doloretti. Ma resta sempre positivo e sorridente. Lo guardo. E penso. Mica si dà al divano a casa a Baiso. E' qui pronto ad andare. E penso ancora. E ancora. Arrivano Michela e Fiorella. Due raggi di sole in una giornata già torrida. La Michela inarrestabile pronta anche ad indossare una super giacca antivento leggera leggera molto chic. Fiorella che si iscrive alla camminata. Le girls sono cariche. E penso ancora un po'. Chiedo alla organizzatrice, Rosy, se posso iscrivermi. Accenna un sì... Lo faccio, ma sbaglio documenti e porto con me al banco delle iscrizioni, NON il certificato medico, bensì la mappa del campeggio dove alloggeremo per la notte. Ooopppsss! Faccio finta di niente e ricordo con un isterismo nervoso la volta che ho aperto il portafoglio in un negozio, per pagare, ed è caduto sul banco un assorbente nella sua bella confezione rosa. Io e il negoziante ci siamo guardati e lui gentilmente ha solo riso un pochetto. Ma qua niente di che. Ho il pacco gara e il pettorale 182. E mi sento leggermente sù di giri. Mangiamo tutti insieme “allegramente”. Bevo troppo. Andiamo a dormire nel bungalow. Con scorpioncino che gira. Mattina dopo. C'è un caldo “boia”. Si parte. Si corre. Si sorride. Ho avuto la fortuna di correre sempre con Armando, che egregiamente fa finta di non sentire tutte le cavolate che racconto lungo il percorso, e che sa anche correre nel silenzio. Non uso l'orologio. Chisssenefrega del tempo. Vorrei che non finisse mai. Vorrei ancora correre con gli occhi chiusi (e un po' lo faccio). E il ginocchio tace. Mi pare tutto sommato, un po'...così...intrigato da tutto. Non posso parlare di altimetria, di percorso, di nomi, di particolarità tecniche. Posso solo dire che quando corro fuori strada, così, e le cose vanno per il verso giusto. In quei momenti... mi sento in perfetto simbiosi con la corsa... Ed è una delle sensazioni più maestose che ho mai provato. E in quei momenti TUTTO ha un senso e NIENTE ha un senso. Ma questa è la vita.

Note tecniche.

1) Segnali d'allarme.... due settimane fa mi era venuta una vescica per via dei tacchi. Già qua dovevo capire che calpestavo troppo Via Farini e poco i sentieri...Da rimediare assolutamente!

2) Ci sarebbe chi descrive il mio modo (che è anche il modo di tanti altri) di correre Trail e Non a “sensazione”.... mah io ho trovato una definizione più adatta...la mia, è una corsa alla “Carlona”.

Ed anche questa è vita. Per la cronaca.......

non c'è cronaca perché le classifiche non sono ancora fuori. So solo che Michela è arrivata prima di categoria e ha avuto un bel premio di un chicissima camel bag, e un salame intero.

Io sono arrivata quarta di categoria...(ma le voci dicono che eravamo solo in cinque della mia categoria) e ho avuto mezzo salame (che è ora in frigo).

Per le foto al link seguente:

http://www.modenacorre.it/smoothgallery/gallery.aspx

 
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